CIAO STRONZI - STAGIONE 2017 - STIAMO TORNANDO!!

benvenuti nel sito internet de "Gli Stronzi Motorizzati", dedicato al gruppo motociclistico nato nell'estate 2015 a Santa Sofia, ridente località dell'Appennino Romagnolo.

Il gruppo è formato da amici che amano viaggiare con e mutor, seguendo in particolare rotte e mete enogastronomiche. In queste pagine potrete trovare informazioni pratiche, itinerari, fotografie, indirizzi e compagni di viaggio. Ogni sezione potrà essere aggiornata con i vostri contributi, per cui partecipate numerosi alle nostre avventure. In questo sito siamo tutti rigorosamente degli Stronzi con la S maiuscola.


INIZIO STAGIONE 2017

ULTIMATA LA PRESENTAZIONE DEGLI ITINERARI, GLI STRONZI SI RITROVERANNO NELLA SECONDA DECADE DI MARZO PER VOTARE QUELLA CHE SARA' LA MISSIONE UFFICIALE 2017.

Probabile location sarà il ristorante "Il Piastrino" di Pennabilli. Piatti d'autore serviti tra pareti di pietra e arredi eleganti in un'ex casa rurale all'interno di un parco.

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LA RUBRICA DEL MAESTRO

I Consigli del "Pibe" su come preparare i bagagli

A CURA DI MARCO FILIPPERI

Ecco qualche consiglio utile per preparare il bagaglio e un buon viaggio in motore:
-sera precedente alla partenza andare a letto presto.
-portare una comoda tenda in cui dormire.
-assicurarsi di avere un telo per asciugarsi e delle infradito per farsi una doccia.

Come sono andate realmente le cose durante la prima uscita ufficiale degli Stronzi Motorizzati:

-sera precedente alla partenza, sbornia della Madonna con visita di uno o più locali notturni.
-essere ospitati in tenda dallo Stronzo Motorizzato Piaschi
-elemosinare un telo dallo Stronzo Motorizzato Dambro e delle infradito da un bagnino settantenne che si era addormentato al sole.
L'unico bagaglio dello stronzo Pibe carte romagnole mai utilizzate.
Colgo l'occasione per ringraziare i miei amici Stronzi Motorizzati, per avermi sopportato.


P.S. il mio bagaglio è l'allegria e la buona compagnia, che i miei amici motorizzati hanno sicuramente apprezzato...

  CRONACA DAI BOX    

IL PROGETTO; MENTRE AGITO MANGIA LE BANANE LO SPILUNGONE GLI TRASFORMA IL GS IN UN TRASFORMER



Lo spionaggio industriale dei motorizzati di tutto il globo sta cercando di capire cosa bolle in pentola? Agito si è rivolto a Edd China, lo spilungone inglese di affari a quattro ruote, per far trasformare il suo GS nel nuovo capo dei Transformers (in alto a destra la foto del progetto) e poter finalmente sconfiggere le forze del male. L'attesa non dovrebbe essere lunga e presto avremo modo di vedere il risultato di quella che pare essere la presentazione più attesa dell'anno (pare che in Yamaha abbiano spostato la prima della nuova M1 temendo di passare in secondo piano).

Nel frattempo il Mimmo appare disperato, sopportare Agito in questi momenti sembra davvero un'impresa da titani, per questo tutti i componenti degli Stronzi, esprimono lui tutta la solidarietà necessaria a superare questo periodo complicato.

Mimmo tieni botta!!

NEWS DAL MONDO DEGLI STRONZI


DIAMO IL BENVENUTO AL NUOVO ARRIVATO! QUELLO STRONZO DI ALBERTO SI È FINALMENTE COMPRATO UN MOTORE DEGNO DI TALE APPELLATIVO. LA FINIRÀ ADESSO DI ANDARE IN GIRO CON QUEL CANCELLO INGLESE?? U' SARIB L'ORA... VALA' LICAGUSSI, CAGTE ADOS TE EE TU TRIUMPH!!! CUL LORD!


HABEMUS MARCHIO

FINALMENTE ANCHE GLI STRONZI HANNO IL LORO SIMBOLO

Il Coyote possiede qualità come la vanità, l'essere ribelle, coraggioso, giocoso e scherzoso, che contengono grande energia, sono semplici e posseggono grande guida, tutto ciò che riguarda il Coyote sembra dire "Sono forte", così quando il Coyote entra nella nostra coscienza stiamo toccando una energia ad "alta tensione" diciamo pazza, come il Prezzio.

Un'altra osservazione interessante che potrebbe tradursi in una narrazione simbolica è l'idea di istinto, puro istinto, il coyote è altamente istintivo agisce sapendo cosa fa anche se non lo sa razionalmente perché sa seguire il flusso della vita e muoversi con essa invece che lottare contro. 

In tutte le tradizioni del mondo esiste un essere "burlone" e infido che si diverte o sembra divertirsi a fare del male o creare zizzania o problemi ai poveri mortali ecco il coyote è uno di questi. Appartiene alla tradizione millenaria degli indiani americani, ma proprio come tutte le tradizioni  esso è immensamente sacro poiché il Coyote rappresenta il caos e il suo lavoro incessante per generare nuove possibilità.

Sono proprio queste le caratteristiche che ci hanno indotto ad "adottarlo" come simbolo degli Stronzi, perché è come noi: non è bello ma piace e soprattutto è un po' Stronzo anche lui.

REPORTAGE

DUE STRONZI MOTORIZZATI AD EICMA 2015

dal nostro stronzo inviato a milano  

Eccoci qua, con pazienza biblica e tipica flemma British, sono finalmente riuscito a trovare quella calma indispensabile per scrivere una breve recensione sull’Eicma 2015. Per chi visita la Manifestazione per la prima volta, sembra proprio di entrare in una sorta di Parco Giochi dei Motori ma, prima di deliziarvi con i particolari, partiamo dall’inizio. C’era una volta, lontano, lontano……….

Dai che scherzo! Ad ogni modo, la sera prima della partenza, decido di cambiare le gomme della mia auto e di montare quelle invernali. Se vi state chiedendo che cazzo c’entra questo con l’Eicma, beh! Pazientate e leggete fino alla fine: ne capirete il motivo. Dicevo poc’anzi: alle 08.00 zulu, sono sotto casa del Devino il quale, con passo felpato, raggiunge la mia focus “scacciafighe” e salendo grugnisce a mò di buongiorno. Si parte: direzione Milano Nuovo Quartiere Fieristico. Il viaggio procede nei migliori dei modi con chiacchiere a 720° già perché data la mia scarsissima capacità di sintesi, è molto difficile limitarsi ad un angolo di 360° quindi, è necessario compiere almeno un paio di giri, si sa mai. Raggiungiamo il parcheggio della Fiera in poco più di 2 ore (pausa caffettino compresa) e la ruota anteriore dx mi pare un po’ sgonfia (altro dettaglio del quale non capirete la ragione ma ve l’ho detto prima, no? Abbiate pazienza). Acquistiamo i “titoli d’ingresso”, “paglino/sigarino” e via, ci tuffiamo nell’orgia di colori, motori, gnocche, caschi, accessori, donne, attrezzatura varia, abbigliamento tecnico, femmine, folclore, personaggi famosi, women, mujeres, frauen, mulheres, femmes……..

Insomma: avete capito l’antifona, giusto? Scherzi a parte, non ci prefiggiamo un percorso specifico o delle mete “da non perdere” bensì decidiamo che i nostri istinti primordiali ci guidino attraverso questa Fiera che ha sempre e comunque un retrogusto di show mediatico che non ci abbandonerà per tutto il tempo della nostra permanenza all’interno dei padiglioni. Il primo incontro è con un tipo che ha deciso di vivere/sopravvivere, girovagando il Globo in sella al suo “Vespino” 50cc. Le prime esperienza, i primi viaggi rigorosamente in solitaria e poi, in compagnia della moglie; libri, recensioni, appunti di viaggio ed ecco un modo onesto di guadagnare dei soldi e vivere. Soprattutto però, una scelta di vita, fatta di incontri meravigliosi, posti esotici e catastrofici, facce, sorrisi, culture e paesaggi, vicini e lontani. Una scelta sicuramente affascinante che fa scattare in me/noi quell’inevitabile pensiero che porta dritto dritto al concetto: “macchisenefregadomanimollotuttoepartoancheio”. Pensiero però che rientra in fretta perché in fondo in fondo, probabilmente, vivere così non è esattamente ciò che desideriamo davvero. O per lo meno, non è ciò che vogliamo in questo momento. Tanto per rimanere in qualche modo in contatto con loro e rendere loro l’onore delle imprese e cavalcate fatte con il “Generale Lee”, acquisto l’ultima loro fatica narrativa, corredata di immancabile dedica.

Dopo le piacevoli chiacchiere sull’Avventura, nel senso più aulico del termine, approcciamo direttamente il confinante stand Triumph: poteva essere diverso, date le novità che lo storico marchio British ha deciso di presentare? La risposta è ovvia. Guardiamo, scrutiamo, ispezioniamo e vivisezioniamo le novità esposte, soprattutto la nuova gamma Bonneville e restiamo tra il certo e l’incerto, tra l’approvazione e la disapprovazione, tra l’incanto ed il disincanto. Tutto ciò per dire che alcuni dei nuovi modelli e delle soluzioni adottate, ci sono piaciute parecchio, come la nuova Thruxton Icon o il nuovo motore 1200cc raffreddato a liquido (pur non avendolo provato) ma altre scelte tecnico/estetiche (tipo il forcellone copiato dalla BMW Nine T) o la permanenza di un solo freno a disco su alcuni modelli, non ci convincono fino in fondo. Ad ogni buon conto, come sempre, le moto vanno provate e qui, all’Eicma, ci si limita solamente ad un gioco di sguardi tra te ed il mezzo meccanico, quasi a dire: “ok bimbo, se ti piaccio, ci si vede in concessionaria per un primo appuntamento un po’ più serio. Qui, di certo, non ti svelo tutto”.

Per quanto riguarda gli altri modelli, l’unico degno di nota, è il nuovo Tiger 1200 con il cardano anziché la catena: che ad Hinckley abbiano capito qualcosa? Mah! Who knows? Passiamo allo stand BMW e quì, anche uno come me, fa in fretta a fare sintesi: le comprerei tutte. Davvero difficile scegliere. Saliamo e scendiamo da quasi tutti i modelli, stradali e ipersportive a parte, e tutto ciò che è GS, R, RT, K rappresenta la libidine del motociclista. Tanto per fare comunque un po di critica, non capiamo il senso di tutti questi GS: 650, 700, 800; sul 1200 invece, gli altri visitatori, mi fanno scendere a forza dato che mi ero imbullonato direttamente al serbatoio e pensavo: col cacchio che mò scendo da qui. Decisamente degna di nota anche la Nine T in versione Scrambler che di primo acchito potrebbe sembrare uno “smataflone” (schiaffone in Bolognese) in faccia ma poi, piano piano, ti entra dentro ed inizi a pensare: “cavolo, se avessi i “baiocchi” (quattrini, sempre in Bolognese) per una seconda/terza moto, prenderei questa”.

Per gli amanti delle Giapponesi, siamo stati un po’ carenti di dettagli per quanto riguarda Kawasaky e Yamaha dove, a parte il Super Teneré, la nostra attenzione non è stata catturata da qualcosa in particolare. Andiamo per tanto subito al sodo: la nuova Africa Twin della Honda. Non amo di certo tutto quello che si può mettere su questa moto: special clutch, doucle clutch ed altre mille diavolerie elettroniche ma pubblico un paio di foto e lascio ai fruitori (o meglio “stronzi motorizzati”) di questo sito, ogni commento:

Nota per il Prezzio: nella colorazione HRC è qualcosa di davvero libidinoso: un vero primordiale amplesso tra l’uomo ed il cavallo meccanico! Mentre vagabondiamo a destra e a manca ed incrociamo alcune provocanti donzelle

Finiamo con l’arrivare nel padiglione Custom, Bobber, Classic, Vintage e chi più ne ha, più ne metta. Mentre siamo in pausa di riflessione sul da farsi, e ci riprendiamo dalla vista di “gnoccheria” fastidiosa, il Devino, sempre all’erta e con sguardo di faina, nota un personaggio che gli rimembra qualcosa; un volto noto, una corporatura famigliare, un modo di fare già notato in altre situazioni. Con un filo di timidezza (puah! Ahahahahah!!!!) e di timore reverenziale, lo chiama per nome: Mark! Il ragazzone si gira e Devino, con tono inquisitorio, completa la domanda: “Mark Hawwa?” Ebbene sì: la risposta è affermativa.

Trattasi effettivamente di Mark Hawwa, Australiano, ideatore con un gruppo di amici dell’evento mondiale “The Distinguished Gentleman’s Ride”, raccolta fondi a scopo benefico per aiutare la Ricerca contro il Cancro alla prostata. Tanto per intenderci, la manifestazione che Devino ed io, abbiamo organizzato a Bologna, con l’aiuto dei ragazzi del Modern Classic Bologna.

Abbiamo trascorso davvero una buona mezzora in compagnia di Mark e siamo contenti che lui abbia conosciuto noi, considerate anche le traversie che abbiamo affrontato organizzando l’evento.

Ora ci meritiamo decisamente una pausa spuntino/birretta durante la quale dedichiamo, come si conviene, il brindisi a voi altri “Stronzi Motorizzati” non presenti qui in Fiera.

Nel frattempo, si è fatta una certa ora e continuiamo a vagabondare un po’ tra stand minori nei quali troviamo davvero di tutto: attrezzi, customizzazioni, accessori o presunti tali, cose utili e meno: Ci rendiamo conto di essere sazi e sufficientemente appagati dalla scorpacciata di novità ed incontri per tanto, salutiamo Eicma 2015 e ci dirigiamo al parcheggio, dove la mattina avevamo lasciato la “scacciafighe” con il dubbio sulla ruota anteriore dx.

Dubbio che si chiarisce e diventa realtà dolorosa, incredibile tanto quanto concreta, maledetta tanto quanto indesiderata. Corredata da una serie di mie imprecazioni, alcune classiche altre decisamente più originali, constatiamo che la famosa ruota anteriore destra è sgonfia, macchè dico sgonfia, completamente sbudellata. Irrimediabilmente bucata. Non ci perdiamo d’animo, soprattutto Devino dato che sto ancora imprecando ed iniziamo le operazioni di sostituzione della ruota scoprendo però ben presto che, gli ingegneri cazzoni della Ford, hanno corredato la Focus con bulloni e chiave non esattamente compatibili. Avete presente i letti dell’Ikea? Quelle maledette dimensioni le ha solo l’Ikea così che uno sia obbligato a comprare da loro il corredo fatto di materasso lenzuola ecc. Ebbene, anche gli “scienziati” della Ford, hanno adottato una misura di bullone più unica che rara ma, cosa ancor più grave, nel kit di sostituzione, la chiave ha misura standard. Ormai è davvero tardi e di macchine nel parcheggio ne rimangono davvero poche; con l’aiuto di 4 ragazzi, qualche ulteriore mia “smadonnata” e la calma del Devino, riusciamo alla fine a montare il ruotino di scorta ma non riusciamo ad essere comunque felici: abbiamo appena realizzato che con il ruotino, la velocità di crociera per tornare a Bologna sarà di soli 80 km/h il che significa almeno 3 ore abbondanti di strada che diventeranno infine 4, con le dovute e necessarie soste per rifocillare il corpo e rinvigorire lo spirito.

Concludo questo reportage comunicandovi che abbiamo tutte le intenzioni di visitare il Motor Bike Expo di fine Gennaio perciò, “stay tuned”

Nota: Devino, in questo momento in procinto di atterrare a Buenos Aires, non ha letto il presente reportage e quindi non ho la più pallida idea di cosa ne pensi per cui, caro amico mio, ti chiedo scusa per non averti reso partecipe della stesura ma comprenderai bene che le punizioni corporali e le ritorsioni psicologiche promesse dal Nappa in caso di ulteriore ritardo nella stesura di questo medesimo, mi inducono ad agire senza la tua approvazione.

Confido nella tua comprensione.

Bologna, 05/01/2016 River Bear (Amico Devino)

P.S. del Redattore-Dittatore Nappa: Alberto, autore del pezzo, otterrà l'upgrade del soprannome tra gli stronzi, che non sarà più Merdaiolo ma non potrà nemmeno mai essere River Bear perché troppo da fighetto.. Bye Bye